venerdì 9 dicembre 2011

Cambio di stagione

Non posso negare che lo scorrazzare per sentieri con le scarpette da trail sia per me un bel gioco ma quando, con l'arrivo dell'inverno e della tanto attesa neve, si tratta di lasciare la scarpe nell'armadio per prendere scarponi, sci e pelli divento un'altra persona; addirittura cerco di fare le mie uscite con le pelli soprattutto a cavallo tra la notte e le prime luci dell'alba con l'ausiglio della pila frontale, in questo modo mi sembra di instaurare un rapporto più personale con l'ambiente in cui mi trovo così da godermi  i momenti per me di maggior divertimento che ci siano.
Nel  giorno di festa dell'8 Dicembre, classico per iniziare la stagione sciistica, agevolato dalle brevi nevicate dei giorni precedenti, fino ad una settimana fa' in Valle d'Aosta la neve scarseggiava, decido di tirare fuori l'attrezzatura e di andare in Vallè a farmi un paio di salite, naturalmente prima che sorga il sole.
Dopo un periodo di meditazione sul luogo in cui dirigermi decido di andare sulle piste del comprensorio sciistico di Courmayeur, luoghi a me cari e che conosco alla perfezione.
Partenza 04:20 e arrivo a Dolonne alle 06:15, classici preparativi e via a spingere sulla pochissima neve presente in basso. Man mano che si sale naturalmente il livello del manto nevoso aumenta ma fino al Plan Checrouit, luogo da cui parte il grosso degli impianti di risalita del comprensorio, rimane abbastanza ghiacciata e crostosa.
Giunto al Plan ecco una meravigliosa sorpresa: impianti chiusi, piste non battute e, soprattutto, 40-60 cm di neve polvesosa, farina da solcare in lungo ed in largo senza l'assillo di smettere di risalire all'apertura degli impianti per non incappare in qualche contravvenzione essendo la pratica del risalire le piste con le pelli vietata.
Allora eccomi quà a faticare a battere traccia restando orientativamente sotto gli ovetti dell'ovovia fino al suo arrivo, levate le pelli giù in Val Venì, tenedo sempre la destra  giungo al rif. Monte Bianco.
Quì rimetto le pelli con la speranza di trovare qualche traccia di motoslitta perchè le gambe iniziamo a chiedere pietà, eccomi accontentato traccia battuta  e con un buon ritmo raggiungo la Colma Dzeluna, colle di collegamento con il vallone del Plan Checrouit.
Da quì si può scendere direttamente ma, considerata la giornata metereologicamente perfetta e le condizioni della neve altrettanto decido di scendere tenendoni sulla destra fino a raggiungere un colletto e quì, rimesse le pelli, salgo fino alla stazione di arrivo della seggiovia da 6 posti "Prà Neyron", rimesso per l'ultima volta l'assetto da discesa,passando a fianco al rif. Maison Vielle, affronto il manto nevoso incontaminato della pista rossa che mi porta direttamente al Checrouit, breve colazione al bar e triste ritorno a Dolonne.
Prati sopra Plan Checrouit
Sicuramente quella che doveva essere una semplice uscita solo per levarmi la voglia di ski-alp accumulata nell'estate si è trasformata in una delle mie più belle sciate da quando attacco le pelli sotto gli sci.
Dopo una giornata di questo genere continuo a pensare sempre più che lo sci alpinismo, per me, è la passione più bella che ci sia.
LEVATEMI TUTTO MA NON LO SKI-ALP