Sembrano passati solo pochi giorni dal risveglio dopo i festeggiamenti, come sempre modesti, che hanno segnato l'inizio del 2011, ed eccoci qui a commentare il bilancio, non fiscale, di quest'anno che in un battibaleno è trascorso portandosi dietro situazioni che purtroppo non ritorneranno ma fortunatamente hanno lasciato in me ricordi indelebili dei quali andrò fiero per moltissimi anni, per non dire per sempre.
Dicono che quando il tempo scorre veloce è segno che si sono vissuti momenti intensamente positivi, dunque così dev'essere stato per quel che mi riguarda quest'ultimo anno.
Senza dubbio dal punto di vista famigliare il 2011 è stato segnato da due eventi indimenticabili:
-Mia figlia Ginevra ha iniziato il suo percorso scolastico, che con il passare del tempo diventa sempre più lungo, accedendo alla I elementare. Non posso che augurargli ed augurarmi che continui con la stessa voglia di apprendere che ha iniziato. Speriamo che il detto "chi ben inizia è metà dell'opera" sia sempre valido.
- Mia moglie Chiara dopo anni di indecisioni e sconsigli da parte mia, si è decisa a farsi tatuare.Per essere sincero ha iniziato con uno ed ora è già arrivata al terzo, fortunatamente sempre di piccola entità.
Come si può leggere tra le righe il primo evento è sicuramente più positivo del secondo.
Dal punto di vista personale quest'ultimo anno trascorso è stato segnato dal consolidarsi dell'amicizia con Fabio. Iniziata nel per puro caso nel 2010, non poteva che cementarsi visto il legame che unisce entrambi alla montagna e a tutto ciò che abbia a che fare con fatica, disagio e caparbietà. Prima di conoscerlo pensavo di essere un soggetto singolare ed a volte anche un po' asociale ma ora sono più rincuorato perchè ho potuto verificare l'esistenza di soggetti messi peggio del sottoscritto.
Tra i ricordi penso indelebili come poter non elencare la partecipazione alla durissima gara di sci-alpinismo "Trofeo Mezzalama", maratona sci-alpinistica che si svolge a scadenza biennale tra Cervinia e Gressoney scavalcando la vertiginosa vetta del "Castore". Idea nata ad inizio anno in un bar di Courmayeur davanti ad un aperitivo dalla mente contorta di Fabio che ha trovato in me il giusto appiglio.
La gara di per se non è andata a buon fine (non abbiamo passato il cancello orario posto al colle del Breithon) ma i sacrifici fatti sui sentieri vicino a casa, le fatiche patite sulle rampe che portano da Cevinia a Plateau Rosà e la conoscenza del tanto forte quanto simpatico atleta francese Vincent Henaff, il nostro terzo compagno di gara, rimarranno sempre vivi nella mia memoria.
Dal punto di vista agonistico quella del Mezzalama è stata solo la prima perchè dismessi gli sci ho iniziato a scorrazzare per sentieri del nord Italia, soprattutto nord-ovest, allungando sempre più il kilometraggio delle gare: Trail del Monte Soglio (60 km), GranTrailValdigne (100 km), TDS (120 km), tutte con discreti risultati, sempre paragonati alle mie modeste ambizioni.
Ho organizzato con l'amico Alessio la III edizione del "Cantavenna trail" che a visto anche quest'anno un aumento del numero di atleti al via, certamente questo fatto è sempre uno stimolo a migliorarci per le edizioni future.
Purtroppo nel 2011 è stato caratterizzato anche da un fatto negativo: l'amico Paolo, con il quale ho inziato a correre per sentieri e del quale sento sempre più la sua mancanza durante le impegnative salite, è stato colpito da un gravissimo infortunio ad entrambi i tendini d'achille dal quale fatica a guarire. Ora si sta sottoponendo ad una avveneristica terapia caratterizzata da dolorosissime infiltrazioni e per questo è anche un po' demoralizzato; il compito dei medici sarà quello di farlo guarire dal punto di vista fisico, per quello psicologico ci penserò io.
Questo, a grandi linee, è stato il mio 2011, ma ora siamo già nel 2012 allora non mi resta di cercare di far sì che sia migliore del precedente ed augurando che questo valga per tutti.
AUGURI DI BUON 2012
Buongiorno lettori
domenica 15 gennaio 2012
venerdì 9 dicembre 2011
Cambio di stagione
Non posso negare che lo scorrazzare per sentieri con le scarpette da trail sia per me un bel gioco ma quando, con l'arrivo dell'inverno e della tanto attesa neve, si tratta di lasciare la scarpe nell'armadio per prendere scarponi, sci e pelli divento un'altra persona; addirittura cerco di fare le mie uscite con le pelli soprattutto a cavallo tra la notte e le prime luci dell'alba con l'ausiglio della pila frontale, in questo modo mi sembra di instaurare un rapporto più personale con l'ambiente in cui mi trovo così da godermi i momenti per me di maggior divertimento che ci siano.
Nel giorno di festa dell'8 Dicembre, classico per iniziare la stagione sciistica, agevolato dalle brevi nevicate dei giorni precedenti, fino ad una settimana fa' in Valle d'Aosta la neve scarseggiava, decido di tirare fuori l'attrezzatura e di andare in Vallè a farmi un paio di salite, naturalmente prima che sorga il sole.
Dopo un periodo di meditazione sul luogo in cui dirigermi decido di andare sulle piste del comprensorio sciistico di Courmayeur, luoghi a me cari e che conosco alla perfezione.
Partenza 04:20 e arrivo a Dolonne alle 06:15, classici preparativi e via a spingere sulla pochissima neve presente in basso. Man mano che si sale naturalmente il livello del manto nevoso aumenta ma fino al Plan Checrouit, luogo da cui parte il grosso degli impianti di risalita del comprensorio, rimane abbastanza ghiacciata e crostosa.
Giunto al Plan ecco una meravigliosa sorpresa: impianti chiusi, piste non battute e, soprattutto, 40-60 cm di neve polvesosa, farina da solcare in lungo ed in largo senza l'assillo di smettere di risalire all'apertura degli impianti per non incappare in qualche contravvenzione essendo la pratica del risalire le piste con le pelli vietata.
Allora eccomi quà a faticare a battere traccia restando orientativamente sotto gli ovetti dell'ovovia fino al suo arrivo, levate le pelli giù in Val Venì, tenedo sempre la destra giungo al rif. Monte Bianco.
Quì rimetto le pelli con la speranza di trovare qualche traccia di motoslitta perchè le gambe iniziamo a chiedere pietà, eccomi accontentato traccia battuta e con un buon ritmo raggiungo la Colma Dzeluna, colle di collegamento con il vallone del Plan Checrouit.
Da quì si può scendere direttamente ma, considerata la giornata metereologicamente perfetta e le condizioni della neve altrettanto decido di scendere tenendoni sulla destra fino a raggiungere un colletto e quì, rimesse le pelli, salgo fino alla stazione di arrivo della seggiovia da 6 posti "Prà Neyron", rimesso per l'ultima volta l'assetto da discesa,passando a fianco al rif. Maison Vielle, affronto il manto nevoso incontaminato della pista rossa che mi porta direttamente al Checrouit, breve colazione al bar e triste ritorno a Dolonne.
Sicuramente quella che doveva essere una semplice uscita solo per levarmi la voglia di ski-alp accumulata nell'estate si è trasformata in una delle mie più belle sciate da quando attacco le pelli sotto gli sci.
Dopo una giornata di questo genere continuo a pensare sempre più che lo sci alpinismo, per me, è la passione più bella che ci sia.
LEVATEMI TUTTO MA NON LO SKI-ALP
Nel giorno di festa dell'8 Dicembre, classico per iniziare la stagione sciistica, agevolato dalle brevi nevicate dei giorni precedenti, fino ad una settimana fa' in Valle d'Aosta la neve scarseggiava, decido di tirare fuori l'attrezzatura e di andare in Vallè a farmi un paio di salite, naturalmente prima che sorga il sole.
Dopo un periodo di meditazione sul luogo in cui dirigermi decido di andare sulle piste del comprensorio sciistico di Courmayeur, luoghi a me cari e che conosco alla perfezione.
Partenza 04:20 e arrivo a Dolonne alle 06:15, classici preparativi e via a spingere sulla pochissima neve presente in basso. Man mano che si sale naturalmente il livello del manto nevoso aumenta ma fino al Plan Checrouit, luogo da cui parte il grosso degli impianti di risalita del comprensorio, rimane abbastanza ghiacciata e crostosa.
Giunto al Plan ecco una meravigliosa sorpresa: impianti chiusi, piste non battute e, soprattutto, 40-60 cm di neve polvesosa, farina da solcare in lungo ed in largo senza l'assillo di smettere di risalire all'apertura degli impianti per non incappare in qualche contravvenzione essendo la pratica del risalire le piste con le pelli vietata.
Allora eccomi quà a faticare a battere traccia restando orientativamente sotto gli ovetti dell'ovovia fino al suo arrivo, levate le pelli giù in Val Venì, tenedo sempre la destra giungo al rif. Monte Bianco.
Quì rimetto le pelli con la speranza di trovare qualche traccia di motoslitta perchè le gambe iniziamo a chiedere pietà, eccomi accontentato traccia battuta e con un buon ritmo raggiungo la Colma Dzeluna, colle di collegamento con il vallone del Plan Checrouit.
Da quì si può scendere direttamente ma, considerata la giornata metereologicamente perfetta e le condizioni della neve altrettanto decido di scendere tenendoni sulla destra fino a raggiungere un colletto e quì, rimesse le pelli, salgo fino alla stazione di arrivo della seggiovia da 6 posti "Prà Neyron", rimesso per l'ultima volta l'assetto da discesa,passando a fianco al rif. Maison Vielle, affronto il manto nevoso incontaminato della pista rossa che mi porta direttamente al Checrouit, breve colazione al bar e triste ritorno a Dolonne.
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| Prati sopra Plan Checrouit |
Dopo una giornata di questo genere continuo a pensare sempre più che lo sci alpinismo, per me, è la passione più bella che ci sia.
LEVATEMI TUTTO MA NON LO SKI-ALP
martedì 29 novembre 2011
E si ritorna bambini
Tra tutti commenti , più o meno comprensinvi, rivolti da mia moglie al sottoscritto ed ai miei compagni di scorribande, quello più significativo è la considerazione che fondamentalmente siamo rimasti un po' bambini nel divertirsi ad andare a correre, giocare (sciare) sulla neve o, in assoluto il divertimento per me più bambinesco, andare in bicicletta, rigorosamente mountain byke.
Con il rampichino ne ho combinate un po' di tutti i colori ma l'apice del mio ritornare bambino l'ho vissuto nel settembre 2009 quando con i fidati compagni di giochi Bizzotto Paolo ed il solito Ferrero Sergio abbiamo deciso di fare da Courmayeur a Chamonix sul famosissimo sentiero del TMB.
Come si rispetta in ogni gruppo di gioco eccomi all'alba già con le bici sul pik-up, caricate la sera prima, in direzione Cerrina per chiamare Paolo, già sulla strada per non farmi perdere tempo in manovre davanti al suo cancello, e via direzione Valle d'Aosta.
Tappa a Chatillon a caricare Sergio che per iniziare nei migliori dei modi era sceso dal c.le di Joux, dove si trovava in vacanza con la famiglia, in bici e via a Courmayeur.
La mattinata era fresca, si vedevano le spruzzate di neve del giorno precedente appena sopra i 2000 m. ma il cielo era completamente sgombero di nuvole e la salita della val Ferret appena fuori dall'abitato di Courmayeur a fatto subito dimenticare la temperatura inzialmente rigida.
L'ultima parte della salita al gran col Ferret, oltrepassato il rif. Elena è caratterizzata dalla presenza di forti raffiche di vento che spariscono appena scollinati nel versante svizzero par farci assaporare in pieno la gioia della discesa.
Con il rampichino ne ho combinate un po' di tutti i colori ma l'apice del mio ritornare bambino l'ho vissuto nel settembre 2009 quando con i fidati compagni di giochi Bizzotto Paolo ed il solito Ferrero Sergio abbiamo deciso di fare da Courmayeur a Chamonix sul famosissimo sentiero del TMB.
Come si rispetta in ogni gruppo di gioco eccomi all'alba già con le bici sul pik-up, caricate la sera prima, in direzione Cerrina per chiamare Paolo, già sulla strada per non farmi perdere tempo in manovre davanti al suo cancello, e via direzione Valle d'Aosta.
Tappa a Chatillon a caricare Sergio che per iniziare nei migliori dei modi era sceso dal c.le di Joux, dove si trovava in vacanza con la famiglia, in bici e via a Courmayeur.
La mattinata era fresca, si vedevano le spruzzate di neve del giorno precedente appena sopra i 2000 m. ma il cielo era completamente sgombero di nuvole e la salita della val Ferret appena fuori dall'abitato di Courmayeur a fatto subito dimenticare la temperatura inzialmente rigida.
L'ultima parte della salita al gran col Ferret, oltrepassato il rif. Elena è caratterizzata dalla presenza di forti raffiche di vento che spariscono appena scollinati nel versante svizzero par farci assaporare in pieno la gioia della discesa.
| Champex-lac |
Seconda e ultima salita della giornata ci porta a Champex-lac: sicuramente uno di quei luoghi che, anche se non preventivato, merita fermarsi per assaporarne la bellezza.
Ormai il giorno volgeva al termine ed eccoci alla ricerca di un posto dove trascorrere la notte, l'ideale sarebbe stato trovare un rifugio alpino che oltre a limitare la spesa, caratteristica che non guasta mai, ci avrebbe fatto continuare quell'atmosfera di avventura che carratterizzava il week-end. Detto fatto, grazie all'ufficio informazioni ci troviamo in un rifugio dai gestori gentilissimi che ci danno modo anche di ritirare le bici in un capanno per gli atrezzi.
Il giorno seguente si apre con la salita all'alpe Bovinne, sicuramente una delle più impegnative di tutto il sentiro del TMB fatta a piedi, figuriamoci con la bici in spalla, in quei frangenti abbiamo ringraziato del fatto che coloro ai quali avevamo esteso l'invito a quest'esperienza avevano rinunciato: sicuramente saremmo tornati a casa con alcuni amici in meno.
| Salita all'Alpe Bovinne |
| Panorami all'Alpe Bovinne |
Giunti all'alpe il panorama mozzafiato fa dimenticare le fatiche patite.
Sosta obbligata con tanto di piatto tipico e giù per una discesa altrettanto tecnica che ci porta al col Fourclaz, quì, visto l'ora un po' tarda e il rischio di perdere l'ultimo pullman per Coumayur, la decisione di raggiungere Chamonix su asfalto, allora l'ultimo colle dell'avventura scorre sotto le ruote in un niente, anzi qualcuno cerca anche di forzare il passo per testare le energie rimaste e poi ecco sua maestà il Bianco nel suo totale splendore dei versanti nord.
Giunti nuovamente in Italia dopo essere transitati dapprima in Svizzera e poi in Francia non ci rimane altro di caricare le fedeli compagne di viaggio e tornare grandi per il ritorno a casa, senza però aver mangiato un pezzo di focaccia al "Pan per Focaccia" di Courmayeur: in assolouto la più unta e buona focaccia del pianeta.
Sinceramente se l'essere rimasto bambino vuole dire vivere certi momenti con amici che non possono che essere veri, spero di non crescere mai.
Per la cronaca Io, classe 1971, del gruppo sono il più giovane essendo Sergio classe 1961 e Paolo classe 1957; dunque posso stare tranquillo perchè ho ancora un po' di anni per rimanere bambino, l'importante è non farsi scoprire da mia figlia.
venerdì 11 novembre 2011
L'erba del vicino NON è sempre la più bella
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| Alba su Cantavenna |
Tutto questo ha fatto sì che, ormai da un anno, mi ritrovo ad allenarmi, appena lo stretto necessario per cercare di terminare le lunghe gare a cui partecipo divertendomi e non trasformarle in una lunga sofferenza, all'alba o addirittura anche prima di questa, dalle 4:15 alle 6:50, prima di iniziare la giornata lavorativa.
La mia sfortuna legata all'impossibilità di allenarmi adeguatamente è bilanciata dalla fortuna di poterlo fare nel magnifico contesto delle mie colline, quelle del monferrato casalese, per la precisione il primo baluardo naturale sulla pianura Padana, con una vista che spazia, nelle giornate migliori, su una buona parte dell'arco alpino.
Un sabato mattina, non avendo immediati impegni di lavoro, ho potuto trattenermi in giro per sentieri più del normale ed ho potuto assistere al lento risveglio del mio piccolo paese, 300 anime, e questo non ha fatto altro che aumentare l'amore che ho sempre nutrito per le mie zone.
Tantissime volte ci si muove alla ricerca di luoghi giudicati belli e panoramici senza accorgersi delle bellezze che ci circondano, la frenesia quotidiana e il fatto di attraversarli normalmente in automobile con tutt'altri pensieri per la mente non accrescono di certo la possibilità di apprezzarli. Al contrario, la voglia che c'è dentro di me di viverli tante volte a piedi o in bicicletta fa sì che nutra un profondo amore nei riguardi dei miei luoghi d'origine, amore che cerco di trasmettere a mia figlia, come cerco di trasmettergli la voglia di viverli in modo naturale, con belle passeggiate o con dei giri in bicicletta.
Il paese in cui vivo è Cantavenna, una frazione del comune di Gabiano, prvincia di Alessandria.
domenica 6 novembre 2011
TDS 2011 (Sulle tracce del Duca di Savoia)
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| Arrivo trionfale a Chamonix |
Delle gare che si svolgono in quel week-end, UTMB, CCC, PTL e TDS, sicuramente quest'ultima è la meno famosa, infatti tutti i miei amici trailers ai quali dicevo che mi ero iscritto a tale competizione mi chiedevano a quale delle altre non ero stato sorteggiato per aver duvuto ripiegare in questa.
La mia risposta è sempre stata semplicemente NO, il motivo è che non sono riuscito a restistere all'aggettivo "selvaggia" con la quale l'organizzazione l'ha battezzata nel volantino, ne alla presenza di impegnative pietraie e luoghi bucolici totalmente desertici con la presenza esclusiva di tanta Montagna.
Dunque eccomi lì, nell'ultimo giovedì di Agosto, schierato dietro al nastro di partenza a Courmayeur con mia Moglie e mia Figlia ad incitarmi ed augurarmi una buona "passeggiata" (con la loro presenza allo start si è già a metà dell'opera); vicino a me l'amico Fabio, trailer di indiscusso livello e la cui presenza è per me un stimolo a far bene.
I primi km sono stati sicuramente emozionanti, il passaggio tra due ali di folla alla partenza poi il passaggio sulle montagne di Courmayeur, luoghi di tanti allenamenti a piedi e con gli sci e pelli, poi ecco la classica crisi, questa volta tremendamente in anticipo, tra La Thuille e Bourg Saint Maurice, probabilmente duvuto al caldo ed alla sottovalutazione della lunga discesa nel versante francese della valle del Piccolo San Bernardo.
Dopo essere venuto, tristemente, a conoscenza del ritiro di Fabio, purtroppo era già partito non in perfette condizioni fisiche, ed aver abbracciato anch'io l'idea del ritiro sono riuscito a ritrovare le forze mentali per andare avanti. Da quì in poi è stato solo divertimento, il tratto descritto come duro ed impegnativo è passato sotto le scarpe in un niente (10 h), mi sembra di essere appena uscito dal ristoro di Bourg e mi ritrovo già a spegnere la frontale a Les Contamines, stringo i denti sulle ultime due rampe, l'ultima è veramente terrificante anche perchè la si affronta con 100km nelle gambe ed è trionfo a Chamonix.
Sicuramente i motivi che mi hanno spinto ad affrontare quest'avventura li ho trovati tutti ed alla fine ho racimolato anche i complimenti di Fabio, normalmente critico per principio; per me questi valgono più di una vittoria.
Per la cronaca il mio risultato finale è stato 360°su circa 1300 partenti con un tempo finale di 25h 45'
sabato 5 novembre 2011
Persone che ti cambiano
| Chiara e Ginevra a Dondena (val di Champorcher) |
| Con Sergio in vetta al Lyskamm orient. |
Amici ritengo di averne un discreto numero ma penso che al momento di quantificare quelli veri questo si riduca parecchio.
Ora non sto ad elencarli per non fare torti ingiusti ma mi sento di dire che persone il cui legame mi abbia cambiato il corso della vita siano 3:
- CHIARA : mia moglie il cui incontro senza dubbio mi ha fatto, piano piano, metere come si dice la testa sulle spalle, abbandonare le mitiche scalate in solitaria ma pensare che a casa c'era comunque una persona ad aspettarti, con l'arrivo di mia figlia Ginevra anche due. Senza di Lei ora mi sarei trovato a vagabontare tra un trail ed una vetta perdendo, forse, la direzione di una vita logica.
- SERGIO : ho detto abbandonare le scalate in solitaria ma non quelle in cordata, ecco quelle più mitiche le ho fatte con Lui. Le faticate sulle pareti dei 4000, le sofferenze sulle ardite creste sferzate da gelidi venti sono cose che sicuramente legano in modo particolare. Non ci si vede molto frequentemente ma quando ciò avviene sembra passato solo un istante dall'ultima volta e dopo i classici convenevoli il dialogo finisce sempre su argomenti riguardanti la montagna.
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| Con Fabio in allenamento a Moleto |
venerdì 4 novembre 2011
Presentazione
Ciao a tutti, con questo breve articolo volevo salutarvi e spiegare i motivi che mi hanno spinto a creare questo blog.
Sono un grande appassionato di montagna e dei molti modi di viverla: sci, sci-alpinismo, alpinismo, escursionismo, trail e soprattutto Ultra-trail.
Purtroppo temo che sarà un blog tendenzialmente monotematico: racconti e foto di gare e non vissute in ambiente alpino.
A Me la montagna mi ha dato tanto: emozioni e avventure, conoscenza di me stesso e soprattutto legami di amicizie vere a partire da mia Moglie (le nostre prime uscite fuori-porta non potevano non essere che in montagna.
Infine volevo chiedervi anticipatamente scusa della mia proprietà di linguaggio abbastanza limitata ma vi prometto che farò il possibile per impegnarmi.
Saluti e buone letture.
Sono un grande appassionato di montagna e dei molti modi di viverla: sci, sci-alpinismo, alpinismo, escursionismo, trail e soprattutto Ultra-trail.
Purtroppo temo che sarà un blog tendenzialmente monotematico: racconti e foto di gare e non vissute in ambiente alpino.
A Me la montagna mi ha dato tanto: emozioni e avventure, conoscenza di me stesso e soprattutto legami di amicizie vere a partire da mia Moglie (le nostre prime uscite fuori-porta non potevano non essere che in montagna.
Infine volevo chiedervi anticipatamente scusa della mia proprietà di linguaggio abbastanza limitata ma vi prometto che farò il possibile per impegnarmi.
Saluti e buone letture.
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