martedì 29 novembre 2011

E si ritorna bambini

Tra tutti commenti , più o meno comprensinvi, rivolti da mia moglie al sottoscritto ed ai miei compagni di scorribande, quello più significativo è la considerazione che fondamentalmente siamo rimasti un po' bambini nel divertirsi ad andare a correre, giocare (sciare) sulla neve o, in assoluto il divertimento per me più bambinesco, andare in bicicletta, rigorosamente mountain byke.
Con il rampichino ne ho combinate un po' di tutti i colori ma l'apice del mio ritornare bambino l'ho vissuto nel settembre 2009 quando con i fidati compagni di giochi Bizzotto Paolo ed il solito Ferrero Sergio abbiamo deciso di fare da Courmayeur a Chamonix sul famosissimo sentiero del TMB.
Come si rispetta in ogni gruppo di gioco eccomi all'alba già con le bici sul pik-up, caricate la sera prima, in direzione Cerrina per chiamare Paolo, già sulla strada per non farmi perdere tempo in manovre davanti al suo cancello, e via direzione Valle d'Aosta.
Tappa a Chatillon a caricare Sergio che per iniziare nei migliori dei modi era sceso dal c.le di Joux, dove si trovava in vacanza con la famiglia, in bici e via a Courmayeur.
La mattinata era fresca, si vedevano le spruzzate di neve del giorno precedente appena sopra i 2000 m. ma il cielo era completamente sgombero di nuvole e la salita della val Ferret appena fuori dall'abitato di Courmayeur a fatto subito dimenticare la temperatura inzialmente rigida.
L'ultima parte della salita al gran col Ferret, oltrepassato il rif. Elena è caratterizzata dalla presenza di forti raffiche di vento che spariscono appena scollinati nel versante svizzero par farci assaporare in pieno la gioia della discesa.

Champex-lac

Seconda e ultima salita della giornata ci porta a Champex-lac: sicuramente uno di quei luoghi che, anche se non preventivato, merita fermarsi per assaporarne la bellezza.
Ormai il giorno volgeva al termine ed eccoci alla ricerca di un posto dove trascorrere la notte, l'ideale sarebbe stato trovare un rifugio alpino che oltre a limitare la spesa, caratteristica che non guasta mai, ci avrebbe fatto continuare quell'atmosfera di avventura che carratterizzava il week-end. Detto fatto, grazie all'ufficio informazioni ci troviamo in un rifugio dai gestori gentilissimi che ci danno modo anche di ritirare le bici in un capanno per gli atrezzi.

Salita all'Alpe Bovinne

Panorami all'Alpe Bovinne
Il giorno seguente si apre con la salita all'alpe Bovinne, sicuramente una delle più impegnative di tutto il sentiro del TMB fatta a piedi, figuriamoci  con la bici in spalla, in quei frangenti abbiamo ringraziato del fatto che coloro ai quali avevamo esteso l'invito a quest'esperienza avevano rinunciato: sicuramente saremmo tornati a casa con alcuni amici in meno.
Giunti all'alpe il panorama mozzafiato fa dimenticare le fatiche patite.
 Sosta obbligata con tanto di piatto tipico e giù per una discesa altrettanto tecnica che ci porta al  col Fourclaz, quì, visto l'ora un po' tarda e il rischio di perdere l'ultimo pullman per Coumayur, la decisione di raggiungere Chamonix su asfalto, allora l'ultimo colle dell'avventura scorre sotto le ruote in un niente, anzi qualcuno cerca anche di forzare il passo per testare le energie rimaste e poi ecco sua maestà il Bianco nel suo totale splendore dei versanti nord.
Giunti nuovamente in Italia dopo essere transitati dapprima in Svizzera e poi in Francia non ci rimane altro di caricare le fedeli compagne di viaggio e tornare grandi per il ritorno a casa, senza però aver mangiato un pezzo di focaccia al "Pan per Focaccia" di Courmayeur: in assolouto la più unta e buona focaccia del pianeta.
Sinceramente se l'essere rimasto bambino vuole dire vivere certi momenti con amici che non possono che essere veri, spero di non crescere mai.
Per la cronaca Io, classe 1971, del gruppo sono il più giovane essendo Sergio classe 1961 e Paolo classe 1957; dunque posso stare tranquillo perchè ho ancora un po' di anni per rimanere bambino, l'importante è non farsi scoprire da mia figlia.

venerdì 11 novembre 2011

L'erba del vicino NON è sempre la più bella

Alba su Cantavenna
Di certo la mia situazione di vita quotidiana non agevola la necessità di lunghi e costanti allenamenti per cercare di ben figurare nel fantastico mondo degli "Ultra-trail": un lavoro autonomo con due dipendenti da gestire, cioè rincasare alla sera sempre tardi ed essere costantemente impegnato anche al sabato mattina, una moglie ed una figlia di 6 anni da non trascurare, comunque il meno possibile, una casa con una discreta metratura di giardino ed un po' di orto da gestire nel periodo estivo e, da qualche mese, sono tornato in possesso di un cane, uno spettacolare cucciolo di Bovaro del Bernese.
Tutto questo ha fatto sì che, ormai da un anno, mi ritrovo ad allenarmi, appena lo stretto necessario per cercare di terminare le lunghe gare a cui partecipo divertendomi e non trasformarle in una lunga sofferenza, all'alba o addirittura anche prima di questa, dalle 4:15 alle 6:50, prima di iniziare la giornata lavorativa.
La mia sfortuna legata all'impossibilità di allenarmi adeguatamente è bilanciata dalla fortuna di poterlo fare nel magnifico contesto delle mie colline, quelle del monferrato casalese, per la precisione il primo baluardo naturale sulla pianura Padana, con una vista che spazia, nelle giornate migliori, su una buona parte dell'arco alpino.
Un sabato mattina, non avendo immediati impegni di lavoro, ho potuto trattenermi in giro per sentieri più del normale ed ho potuto assistere al lento risveglio del mio piccolo paese, 300 anime, e questo non ha fatto altro che aumentare l'amore che ho sempre nutrito per le mie zone.
Tantissime volte ci si muove alla ricerca di luoghi giudicati belli e panoramici senza accorgersi delle bellezze che ci circondano, la frenesia quotidiana e il fatto di attraversarli normalmente in automobile con tutt'altri pensieri per la mente non accrescono di certo la possibilità di apprezzarli. Al contrario, la voglia che c'è dentro di me di viverli tante volte a piedi o in bicicletta fa sì che nutra un profondo amore nei riguardi dei miei luoghi d'origine, amore che cerco di trasmettere a mia figlia, come cerco di trasmettergli la voglia di viverli in modo naturale, con belle passeggiate o con dei giri in bicicletta.
Il paese in cui vivo è Cantavenna, una frazione del comune di Gabiano, prvincia di Alessandria.

domenica 6 novembre 2011

TDS 2011 (Sulle tracce del Duca di Savoia)

Arrivo trionfale a Chamonix
Qest'anno ho avuto l'apice del divertimento di Ultra-trailer nel partecipare all'impegnativa TDS, gara satellite del più famoso Ultra Trail de Mont Blanc, di 120km e 7500m. disl. +, con partenza da Courmayeur e arrivo a Chamonix, trnsitando da La Thuille e Bourg Saint Maurice.
Delle gare che si svolgono in quel week-end, UTMB, CCC, PTL e TDS, sicuramente quest'ultima è la meno famosa, infatti tutti i miei amici trailers ai quali dicevo che mi ero iscritto a tale competizione mi chiedevano a quale delle altre non ero stato sorteggiato per aver duvuto ripiegare in questa.
La mia risposta è sempre stata semplicemente NO, il motivo è  che non sono riuscito a restistere all'aggettivo "selvaggia" con la quale l'organizzazione l'ha battezzata nel volantino, ne alla presenza di impegnative pietraie e luoghi bucolici totalmente desertici con la presenza esclusiva di tanta Montagna.
Dunque eccomi lì, nell'ultimo giovedì di Agosto, schierato dietro al nastro di partenza a Courmayeur con mia Moglie e mia Figlia ad incitarmi ed augurarmi una buona "passeggiata" (con la loro presenza allo start si è già a metà dell'opera); vicino a me l'amico Fabio, trailer di indiscusso livello e la cui presenza è per me un stimolo a far bene.
I primi km sono stati sicuramente emozionanti, il passaggio tra due ali di folla alla partenza poi il passaggio sulle montagne di Courmayeur, luoghi di tanti allenamenti a piedi e con gli sci e pelli, poi ecco la classica crisi, questa volta tremendamente in anticipo, tra La Thuille e Bourg Saint Maurice, probabilmente duvuto al caldo ed alla sottovalutazione della lunga discesa nel versante francese della valle del Piccolo San Bernardo.
Dopo essere venuto, tristemente, a conoscenza del ritiro di Fabio, purtroppo era già partito non in perfette condizioni fisiche, ed aver abbracciato anch'io l'idea del ritiro sono riuscito a ritrovare le forze mentali per andare avanti. Da quì in poi è stato solo divertimento, il tratto descritto come duro ed impegnativo è passato sotto le scarpe in un niente (10 h), mi sembra di essere appena uscito dal ristoro di Bourg e mi ritrovo già a spegnere la frontale a Les Contamines, stringo i denti sulle ultime due rampe, l'ultima è veramente terrificante anche perchè la si affronta con 100km nelle gambe ed è trionfo a Chamonix.
Sicuramente i motivi che mi hanno spinto ad affrontare quest'avventura li ho trovati tutti ed alla fine ho racimolato anche i complimenti di Fabio, normalmente critico per principio; per me questi valgono più di una vittoria.
Per la cronaca il mio risultato finale è stato 360°su circa 1300 partenti con un tempo finale di 25h 45'

sabato 5 novembre 2011

Persone che ti cambiano

Chiara e Ginevra a Dondena (val di Champorcher)
Con Sergio in vetta al Lyskamm orient.
Personalmente mi ritengo un tipo abbastanza solitario, infatti nei mei ultra godo nell'affrontare diverse ore tra sentieri di montagna in solitudine, soprattutto se queste ore sono notturne; ma non trascuro i rapporti di amicizia, anzi, ben vengano.
Amici ritengo di averne un discreto numero ma penso che al momento di quantificare quelli veri  questo si riduca parecchio.
Ora non sto ad elencarli per non fare torti ingiusti ma mi sento di dire che persone il cui legame mi abbia cambiato il corso della vita siano 3:
- CHIARA : mia moglie il cui incontro senza dubbio mi ha fatto, piano piano, metere come si dice la testa sulle spalle, abbandonare le mitiche scalate in solitaria ma pensare che a casa c'era comunque una persona ad aspettarti, con l'arrivo di mia figlia Ginevra anche due. Senza di Lei ora mi sarei trovato a vagabontare tra un trail ed una vetta perdendo, forse, la direzione di una vita logica.
- SERGIO : ho detto abbandonare le scalate in solitaria ma non quelle in cordata, ecco quelle più mitiche le ho fatte con Lui. Le faticate sulle pareti dei 4000, le sofferenze sulle ardite creste sferzate da gelidi venti sono cose che sicuramente legano in modo particolare. Non ci si vede molto frequentemente ma quando ciò avviene sembra passato solo un istante dall'ultima volta e dopo i classici convenevoli il dialogo finisce sempre su argomenti riguardanti la montagna.
Con Fabio in allenamento a Moleto
-FABIO : l'ho messo in terza posizione solo perchè l'ho incontrato per ultimo. Una di quelle conoscenze fatte tramite la passione della corsa in montagna, in particolare degli ulra-trail. Persona sicuramente riservata ma c la cui conoscenza ha cambiato il mio modo di vedere le gare e, soprattutto, il modo di affrontarle. Prima di conoscerlo l'importante era arrivare in fondo, costantemente al limite dei cancelli orari; ora, anche senza velleità di classifica, galleggio costantemente a metà classifica e sul finire di questa stagione sono apparso in un paio di occasioni nel primo terzo. Sicuramente il Re dei rompic.....i ma riesce tirare fuori il meglio dalle persone.

venerdì 4 novembre 2011

Presentazione

Ciao a tutti, con questo breve articolo volevo salutarvi e spiegare i motivi che mi hanno spinto a creare questo blog.
Sono un grande appassionato di montagna e dei molti modi di viverla: sci, sci-alpinismo, alpinismo, escursionismo, trail e soprattutto Ultra-trail.
Purtroppo temo che sarà un blog tendenzialmente monotematico: racconti e foto di gare e non vissute in ambiente alpino.
A Me la montagna mi ha dato tanto: emozioni e avventure, conoscenza di me stesso e soprattutto legami di amicizie vere a partire da mia Moglie (le nostre prime uscite fuori-porta non potevano non essere  che in montagna.
Infine volevo chiedervi anticipatamente scusa della mia proprietà di linguaggio abbastanza limitata ma vi prometto che farò il possibile per impegnarmi.
Saluti e buone letture.